Luca Del Bianco: «È una Pontebbana ben assortita in ogni ruolo»

di MASSIMO DI CENTA

«La panchina della Pontebbana è sempre stata il mio sogno» aveva dichiarato Luca Del Bianco non appena la società aveva ufficializzato il suo incarico. E ora, dopo tante sedute di allenamento, chiediamo al mister come sta andando questo sogno: «Sono davvero contento – risponde -, perché già dai primi allenamenti ho visto impegno e serietà. Ma soprattutto mi fa piacere il fatto che pur essendo un allenatore giovane tutti mi ascoltano e sono estremamente disponibili».

Ti sei calato in pieno ormai nei panni del mister?
«Dico con molta sincerità che non credevo fosse così impegnativo fare l’allenatore. Bisogna organizzare, pianificare e anche fare lo psicologo a volte. Eppure mi piace, perché appena finisco un allenamento non vedo l’ora che venga quello dopo».

Come è andata la preparazione?
«Benissimo, l’unica cosa è che qualcuno è arrivato un pochino più tardi per impegni personali e quindi per dovrò rimodulare qualche seduta, in modo di avere tutti più o meno allo stesso livello dal punto di vista della condizione fisica».

Come vedi l’organico a tua disposizione?
«Siamo ben assortiti e ho buone alternative in ogni ruolo. Ecco, mi manca un difensore centrale: non poter avere Michele Cecon è un colpo piuttosto duro. Per il resto, ripeto, sono davvero soddisfatto. Fare mercato per la Pontebbana non è semplice: per noi è sempre più difficile trovare giocatori disponibili a venire quassù».

Con la società avete parlato di obiettivi?
«Ci siamo trovati d’accordo sul fatto che bisogna essere realisti e quindi il primo obiettivo deve essere la salvezza, che prima arriva e meglio è. Siamo a conoscenza del fatto che ci sono squadre più attrezzate della nostra e il doverle affrontare deve essere uno stimolo per migliorare».

Come si vive il calcio a Pontebba?
«Posso dire che di Carnico si parla tutto l’anno e la gente del paese è molto legata alla squadra. Ci sono molti ragazzi della zona (mi riferisco anche al Tarvisiano) e quindi ci vedono come espressione del territorio. Il paese vive il campionato quasi in prima persona e ci segue anche quando giochiamo in trasferta».

In casa Del Bianco c’è tanto calcio, tra te, tuo fratello Christian e papà Roberto. A proposito, con lui parlate di questa tua avventura da allenatore?
«Sinceramente non ne parliamo molto. Lui è un tipo molto passionale, un tifoso di quelli esagerati, a volte».

E magari chissà, ti darà qualche consiglio…
«Per mia natura, io ascolto tutti i consigli, ma poi faccio sempre di testa mia».

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