CEDARCHIS-MOBILIERI 4-0
GOL: pt 6′ Pillon, 12′ Tassotti; st 24′ Carew, 31′ Cristiano Puntel.
CEDARCHIS: Matteo Del Negro (41’ st Scabar) , Candoni (33’ st Di Lorenzo), Drammeh, Muffato (41’ st Faccin), Tassotti, Cisotti, Carew (30’ st Fantin), Ilic (41’ st Maturi), Pillon (21’ st Gollino), Simone Puppis (33’st Zancanaro), Cristiano Puntel. A disposizione: Sandri, Caroli. All. Gilberto Buzzi.
MOBILIERI SUTRIO: Crucil, De Zotti (10’ st Urbano), Samuele Moro, Pivetta, Davide Marsilio, Damiano Marsilio (35’ pt Fumi), Yannick Nodale, Davide Valle (20’ pt Foschia), Marcuzzi (18’ st Damiano Valle), Gabriel Del Negro (18’ st Moser), Tommaso Moro (33’st Stefano Puntel). A disposizione: Di Lena, Candussio, Della Pietra. All. Massimo Marangoni.
Arbitro: Magellano di Maniago.
Note: ammoniti Gabriel Del Negro, Matteo Del Negro. Angoli 6 a 0 per il Cedarchis. Recupero 2’ + 0’. Spettatori 400 circa.
di MASSIMO DI CENTA
ARTA TERME Il Cedarchis è campione! Oggi pomeriggio, allo “Zuliani”, è come se si fosse chiuso un cerchio tra l’ultima partita del girone di andata e l’ultima assoluta di campionato. Era il 19 luglio quando il “Ceda”, a Sutrio, perse la sua prima partita in campionato, aprendo qualche crepa nelle proprie convinzioni e iniziando un periodo difficile, fatto di vittorie striminzite e prestazioni poco convincenti. Ecco, oggi, a distanza di un… girone chi si ricorda più di tutto questo? Oggi si è fatto festa, perché aspettare uno scudetto per dodici anni è un’attesa troppo lunga per la squadra più scudettata del Carnico. Una festa iniziata molto presto, perché dopo 12’ i giallorossi erano già in vantaggio per 2 a 0, grazie a una partenza sprint. L’aggressione alta e la ferocia agonistica che aveva caratterizzato la prima parte di stagione si è rivista oggi nelle gambe e negli occhi dei cedarchini ce si sono avventati sul match per non ripetere, a distanza di sette giorni, la prova un pochino molle e piena di paura di domenica scorsa a Pontebba.
Buzzi inizia con un insolito 4-5-1 e quell’uno là davanti non è Gollino (il match winner delle ultime due giornate) ma Pillon che ripaga il suo mister segnando dolo soli 6’ la rete del vantaggio con una conclusione in pallonetto dal limite su respinta della difesa sutriese. Manca una vita al termine del match ma sei ha subito la sensazione che quella rete possa essere una sentenza perché c’è, giustamente, più voglia da parte del “Ceda” e diversi sono gli stimoli . La sentenza che diventa praticamente definitiva 6’ più tardi, quando Tassotti infila dal limite la punizione del 2 a 0. È una conclusione precisa e non si ha, immediatamente, la sensazione del gol, perché il pallone colpisce la sbarra in ferro che tiene la rete da sotto e torna in campo: l’unico ad alzare subito le braccia è proprio il “Tasso” che capisce subito di aver tirato proprio bene quella punizione.
Sul doppio vantaggio la squadra di casa sembra placarsi un pochino e passa ad un’oculata gestione del match, tenendo sotto controllo nervi, frenesia e avversari.
Avversari che fanno davvero poco per provare a riaprirla, anche perché nel giro di un quarto d’ora perdono pezzi importanti a centrocampo (Davide Valle e Damiano Marsilio) e siccome non c’è nemmeno Vidotti il reparto perde fisicità e intraprendenza. La fase di controllo prosegue anche nella seconda frazione, fino alla metà esatta, quando Carew, dal limite, infila Crucil per il tris. Le notizie proveniente da Cavazzo poi incoraggiano ancora di più il clima di festa con gli addetti del chiosco sicuramente più indaffarati dei difensori di Buzzi. Al 31’ infine ecco servito anche il poker: lo segna Cristiano Puntel, uno di quei giocatori che fanno la fortuna degli allenatori, perché sanno fare un po’ di tutto e sempre con molta efficacia. Ci sarebbe per il “Ceda” anche l’opportunità del quint gol ma Ilic si fa parare un rigore (sicuramente generoso, diciamolo) da Crucil.
Al fischio finale di Magellano (chiamato all’ultimo momento a sostituire il designato Accarino) parte ufficialmente la festa, con i “Warriors” che chiamano i propri giocatori verso la rete di recinzione tra una nuvola di fumo giallorossa.
(foto di Alberto Cella)



