Il pagellone della Prima Categoria

di MASSIMO DI CENTA

Dopo Terza e Seconda, è tempo di analizzare le squadre della massima serie del Carnico.

AMARO Un girone di ritorno da incubo (solo 9 punti rispetto ai 15 dell’andata) ha condannato i biancazzurri. La squadra brillante e sempre ben messa in campo della prima parte ha lasciato il posto a una formazione lenta, impacciata e prevedibile, con il reparto arretrato che, alla fine, è risultato il penultimo della categoria (42 gol subiti, peggio ha fatto solo la Pontebbana). VOTO: 4,5. IL MIGLIORE: Giovanni Dell’Angelo.

ARTA Che sorpresa! I rossoblu, neo promossi, sono stati la vera rivelazione di questo 2026. Squadra giovane, di prospettiva, quindi, con la quantità e la qualità necessaria. I gol di Feruglio hanno esaltato una formazione nella quale tutti sapevano bene quello che dovevano fare. Aver dato alla squadra un corpo e un’anima è il merito più grande di mister Copetti. Da ricordare, sicuramente, le vittorie col Cavazzo (andata e ritorno) e quella nel derby col Cedarchis. VOTO: 7,5. IL MIGLIORE: Lorenzo Feruglio.

CAMPAGNOLA
Una prima parte di stagione davvero difficile, anche se nessuno nell’ambiente del Carnico ha mai seriamente pensato alla parola retrocessione. Pignata ha stretto i denti, ha aspettato il mercato di luglio per un restyling in grado di alzare il tasso di personalità ealla fine ha portato a casa un quinto posto, la Coppa Carnia e la Coppa delle Coppe. VOTO: 7. IL MIGLIORE: Ludovico Copetti..

CAVAZZO
Quando ti chiami Cavazzo l’obbligo è di portare a casa almeno un trofeo e invece niente. Anche quest’anno, come due anni fa, nè titolo, nè Coppa, nè Supecoppa e quindi viola a bocca asciutta. Gli infortuni in serie possono spiegare qualcosa ma non tutto, vista una rosa comunque dotata di valide alternative. Piuttosto, rimarrà un mistero la separazione da Bertolini nel momento in cui la squadra sembrava aver trovato le cadenze giuste. Questo senza nulla togliere al alvoro di Paolo Sferragatta che ha fatto quello che ha potuto. VOTO: 5. IL MIGLIORE: Muhamet Ferataj.

CEDARCHIS
Una prima parte di campionato perfetta: squadra solida, bella da vedere e piena di risorse. Poi un appannamento pericoloso, dovuto anche alle poche rotazione che Buzzi aveva a disposizione. Alla fine lo scudetto è arrivato e personalmente lo ritengo meritato per il modo in cui sono stati gestiti momenti difficile ed emergenze. Mezzo voto in meno per l’eliminazione in semifinale di Coppa Carnia. Da non dimenticare anche la Supercoppa di inizio stagione. VOTO: 8,5. IL MIGLIORE: Simone Puppis,.

FOLGORE
Alla fine i punti di ritardo dal Cedarchis campione sono stati sette, ma questo dato non deve ingannare, perché la squadra è stata in lotta per il titolo fino a pochissime giornate dalla fine. Adriano Ortobelli ha saputo dare alla squadre certezze tattiche ormai consolidate, però qualcosa è mancato, in termini di personalità, in alcuni momenti chiave della stagione. VOTO: 6,5. IL MIGLIORE: Luca Marsilio.

MOBILIERI
La salvezza, alla fine, è arrivata per un punto. Troppo poco per una squadra che magari, al momento, non potrà ambire a un ruolo da protagonista ma nemmeno soffrire così. Il dato più significativo che salta all’occhio è il confronto con la scorsa stagione: nel 2025, gialloblu quinti con 34 punti, 38 gol fatti e 29 subiti. Nel 2026, quartultimi, con 9 punti in meno e dieci gol subiti in più a fronte dei dieci in meno realizzati. Le vittorie con Cedarchis e Cavazzo restano il punto più alto della stagione, ma acuiscono la differenza tra ciò che è stato e ciò che poteva essere. VOTO: 5. IL MIGLIORE: Gabriel Del Negro.

OVARESE
Quest’anno il miracolo non è riuscito ed è arrivata la retrocessione. Poteva succedere ed è successo, per questo da quelle parti non faranno drammi. Nel 2025 i 23 punti conquistati valsero la salvezza, quest’anno non sarebbero bastati. Eppure i fratelli Gloder, Yoda, Pellegrina, per citarne alcuni, sono giocatori di spessore e quel Filippo Timeus è già un pezzo di futuro assicurato. Si ripartirà dalla Seconda con lo stesso entusiasmo di sempre. VOTO: 4,5. IL MIGLIORE: Josef Gloder.

PONTEBBANA
Nove punti sono davvero una miseria. La squadra era una delle candidate alla sofferenza, ma di certo non era prevedibile un’annata così negativa. L’organico era tale da non poter sopperire alle tante assenze e quindi a Luca Del Bianco non si potevano chiedere miracoli. VOTO: 4. IL MIGLIORE: Nicola Della Mea.

REAL
Una prima parte di stagione davvero incoraggiante, poi qualche infortunio ha condizionato le scelte di Marini. La squadra, al completo, ha sempre saputo offrire prestazioni validissime dal punto di vista della manovra e il cammino in Coppa Carnia lo testimonia, confermando quella vocazione storica che i biancorossi hanno verso questa manifestazione. E proprio la finale di Tolmezzo (persa con onore e qualche polemica giustificata) contribuisce ad alzare di mezzo voto una valutazione comunque sufficiente. VOTO: 6,5. IL MIGLIORE: Mauro Marin.

VELOX
Quando tutto sembrava compromesso Francesco Moser si è sempre dichiarato fiducioso per quanto riguardava il discorso salvezza. Segno che conosce i suoi uomini e si fida di loro: Stefano Dereani, Alessio Brovedani, Mattia Zanin e Josef Dereani i punti fermi dei gialloblu, ma alla salvezza ha contribuito tutto il gruppo, lavorando in silenzio e grande armonia. VOTO: 6,5. IL MIGLIORE: Stefano Dereani.

VILLA
Stagione indecifrabile quella degli arancioni. Buone prestazioni alternate a prove sottotono non hanno garantito quella continuità che chiedeva Sgobino. L’allenatore ha voluto intraprendere un percorso tattico molto coraggioso che prevedeva una linea alta che però non ha portato i frutti sperati. Un atteggiamento che richiede attitudine e applicazione costante. Tre punti soli sopra la zona salvezza non possono valere la sufficienza, perché le aspettative erano altre. VOTO: 5,5. IL MIGLIORE: Alessandro Marzona.

(nella foto di Alberto Cella, una fase di Arta-Cedarchis)

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