IL CASTELLO-SAN PIETRO 1-1
GOL: st 8’ Plos (rig), 28’ Buzzo.
IL CASTELLO: Ponticelli, Roberto Marchetti (44’st Di Bez), Nacchia, Pauluzzo, Focan, Madile, Crapiz (1’st Pedi), Zekiri, Edhemi (1’st Di Bernardo), Megdiu (44’st Mapelli), Plos. All. Claudio Carnelutti.
SAN PIETRO: Doriguzzi, Matteo Zambelli, De Betta, Matteo Zampol, De Zolt, Lorenzo Zampol Sr, Diaoune (12’st Eicher Clere), Nicola Cesco Cancian, Buzzo, Andrea Battiato (15’st Lorenzo Zampol Jr), Lo Vullo (22’st Maikol De Zolt). All. Nicola Pontil.
Arbitro: Buonavitacola di Gradisca d’Isonzo.
Note: ammoniti Madile e Matteo Zampol. Angoli 4-3 per il San Pietro. Recuperi: 4’30”+7’30”.
di BRUNO TAVOSANIS
GEMONA DEL FRIULI Tutto era pronto all’Aser per la festa promozione, con tanto di striscioni, fumogeni, cori e, a fine partita, anche un dj. Invece Il Castello deve rinviare l’approdo alla Seconda Categoria, visto che la matematica impone di ottenere ancora un punto.
La formazione rosanero ha probabilmente pagato la tensione dell’evento, con tanti errori commessi e una mancanza di fluidità del gioco, non usuale per la squadra di Carnelutti. È vero che mancava il riferimento centrale offensivo per la contemporanea assenza di Nicoloso, Serafini e Fabio Marchetti, ma in realtà la giornata storta prescindeva da questo fattore comunque rilevante. Peraltro i rosanero hanno pure rischiato nel finale il ko, con il San Pietro che aveva capito le difficoltà dell’avversaria e voleva togliersi la soddisfazione di battere la capolista nonostante sia scesa nel Gemonese con una rosa ristretta. Tra l’altro proprio i comeliani potrebbero comunque regalare la promozione al Castello: se domenica non batteranno il Timaucleulis, i gemonesi saranno matematicamente promossi pur osservando il turno di riposo.

Nel primo tempo la formazione di casa dà la sensazione di voler chiudere subito il discorso, ma Doriguzzi non è d’accordo, opponendosi tre volte nei primi 13′ rispettivamente a Edhemi, Crapiz e Plos. Poi però nel primo tempo non succede più nulla, con entrambe le squadre che danno la sensazione di soffrire un pomeriggio molto caldo.
La ripresa si apre con il rigore guadagnato da Plos (fallo di Eric De Zolt) e trasformato dallo stesso numero 11. Il Castello non riesce però a chiudere la partita, offrendo al San Pietro la possibilità di crederci. Così al 21′ c’è una buona occasione per il più giovane dei Lorenzo Zampol, poi bravo ad ammettere di essere stato lui a toccare per ultimo il pallone, inducendo Buonavitacola (giornata davvero no per il pur bravo arbitro di Gradisca) ad assegnare la rimessa in gioco anziché il corner. Come si direbbe nel tennis, con il passare dei minuti e l’avvicinarsi del fischio finale, al Castello viene il braccino e inevitabilmente arrivano i guai. Al 28′ la punizione di Buzzo, deviata dalla barriera, finisce di un nulla a lato dopo aver cambiato completamente traiettoria e un minuto ecco il pareggio con una botta centrale dello stesso numero 9 viola sul quale Ponticelli, sostituto dell’infortunato Filacorda, non può intervenire. Cala il gelo sugli spalti dell’Aser, il San Pietro insiste e al 39′ per due volte in pochi secondi Nacchia salva ad un passo dalla linea di porta. Nel recupero dopo 4′ Pedi ha la chance della vittoria, ma il suo colpo di testa sul cross dello stesso Nacchia finisce sul fondo. Poi al 96′ il comeliano De Betta entra in area e finisce a terra dopo aver subito un colpo al volto, tanto che uscirà dal campo sanguinante al naso. Buonavitacola lascia correre e la partita finisce in parità, risultato che, per motivi diversi, non soddisfa nessuno.