di Massimo Di Centa - martedì 24 ottobre 2017 [Carnico]

Pubblichiamo volentieri la lettera di Vincenzo Radina, che ripercorre la sua straordinaria carriera, con il desiderio di condividerla con tutte le persone che in questi anni lo hanno ammirato. Ammirato, sì, perché uno come il “Vince” non è che lo vedi giocare: lo ammiri. Punto. Le sue punizioni, quel modo tutto suo di accarezzare il pallone, la qualità al servizio del calcio, insomma. Ed anche (perché no?) quel guadagnarsi punizioni e rigori, perché, pariamoci chiaro, ci vuole talento anche in quello: un conto è simulare e un conto è indirizzare il destino, mandarlo dritto dritto verso una punizione dal limite che con lui era praticamente una sentenza. Grazie, Vincenzo, per averci dato il modo di raccontare un calcio diverso. Il calcio degli artisti, il calcio di quelli che ci sanno fare. L’augurio è che in panchina tu sappia esprimere lo stesso talento. Il Carnico ne ha bisogno.

Ora che è ufficiale, sarò il nuovo mister dell’Arta dalla prossima stagione, voglio lasciarvi queste righe per raccontare questi anni di calcio carnico.

Cominciò tutto nel 1998, sembra ieri, invece ne sono passati di anni, l’esordio nel paese in cui sono vissuto per tanti anni, Salino di Paularo,  la Velox della Presidentessa Nives Romano e del Mister toscano Veronetti, entrambi non ci sono più e seppur quell’anno non conclusi la stagione li ricordo sempre volentieri.

L’esordio fu pazzesco, se non ricordo male tripletta all’Ampezzo, di cui due su punizione, poi però dopo un infortunio qualcosa si ruppe e appunto non portai a termine la stagione.

L’idea era quasi quella di lasciare, dopo gli anni a Tolmezzo e San Vito, pensavo di smettere, litigavo con tutti non finivo un campionato, quindi mi dicevo forse sono io il problema, meglio tirarsi da parte ed invece …

Invece succede che dei personaggi che hanno fatto la storia dell’Ovarese, (Adriano Micoli, Silvano Giorgis, Roberto Longo, mandati in avanscoperta dal Presidente Cattarinussi), si fanno un paio di Km per arrivare a Salino in una sera d’autunno: assieme a mio padre discutono e soprattutto mangiano e bevono quello che in qualsiasi abitazione carnica si trova, “pan salam formadi e un bon tai”. Ecco fatto il contratto, il “vecchio” mi dice: “Va lassù ca è brave int”, è cosi finii ad Ovaro, dove alla corte di Mister Fabiano Mecchia, faccio due anni stupendi e 40 gol, ma oltre all’aspetto calcistico quello sarà un biennio che non dimenticherò mai …

L’anno dopo, la parentesi a Cedarchis, non male, ma il tutto viene rovinato da una sostituzione a fine primo tempo in finale di Coppa, poi persa ai rigori, non la prendo bene e il tempo non mi aiuta a dimenticare, il Ceda è il Ceda, non potevo fare la comparsa io volevo essere il protagonista non per niente ho un 50% di sangue giallorosso …

Decido quindi di cambiare, in questo decisivo un amico, Michele Puppis, giocava al Real aveva vinto uno scudetto e l’ennesima coppa proprio contro quel Ceda, mi dice :” Se vuoi vincere qualcosa devi venire con noi” .

Pronti via, approdo a Imponzo e subito vinco la Supercoppa, l’anno successivo la coppa, poi ancora una supercoppa, ma per vincere la cosa più importante ci sono voluti 7 lunghi anni, sono anni intensi, ricordi indelebili amici e compagni che diventano una famiglia.

Avrei un mondo da raccontare ma per questioni di spazio, voglio ricordare una persona, che esprime il REAL, ovvero Benito Candoni, se quell’opera d’arte che si ammira dalla statale è così verde e così spettacolare lo si deve a lui, carattere forte a volte scontroso, io lo facevo arrabbiare perché provavo le punizioni e i rigori, di conseguenza rischiavo di rovinare quell’opera, invece Benito a me lasciava fare, prima magari mi sgridava, poi però mi concedeva il privilegio, perché sapeva che se le provavo, il suo Real aveva buone possibilità di vincere la domenica.

Dieci anni in biancorosso, coronati da quella doppietta storica del 2009 e tanti gol, uno in particolare indimenticabile,  in rovesciata contro il Ceda … Che ricordi!

In mezzo le parentesi di Campagnola e Folgore, anche queste coronate dall’arricchimento mio personale per la conoscenza di persone importanti e che fanno tanto per il nostro calcio.

A Gemona trovi dei dirigenti sempre presenti e che non ti fanno mancare niente, a Invillino invece molto più focosi, ma simpatici e molto uniti.

Rientro appunto a Imponzo, ma si è rotto qualcosa, o forse, il Mister o qualcuno mi trova ormai vecchio, voglio rivincite e vado ad Arta dove ritrovo Marino Corti uno degli allenatori che nel carnico più mi ha fatto rendere, 15 gol a 37 anni e una finale di coppa con una neopromossa.

Poi gli ultimi due anni, non brillantissimi e soprattutto con tanti infortuni, il Presidente Pittini, altro personaggio da raccontare, mi chiede di fare il Mister per la prossima stagione, passo una notte insonne a pensarci, alla fine decido, lo farò non giocherò …

Forse ho dimenticato o non ho citato qualcuno, ma è difficile raccontare 19 anni in poche righe, volevo far capire ai più giovani che il calcio non è fatto solo di gol vittorie e giocate, ma di persone, amici e valori, quelli che io ho ricevuto dalle tante persone che ho incontrato lungo questo cammino.

Voglio spendere due parole, a chi spesso mi ha elogiato per le gesta in campo, Renato Damiani, Bruno Tavosanis e Massimo Di Centa, che hanno dato lustro al nostro campionato e a noi giocatori, con trasmissioni radiofoniche, siti web ed articoli che penso possano invidiarci in tutti i campionati!

Infine, per coltivare e continuare una passione, c’è bisogno delle persone più care, per questo ringrazio in primis i miei genitori, che in questi anni mi hanno sempre seguito, mio fratello, quello che fa per i dilettanti friulani è un qualcosa di grande e per il quale ne vado fiero e poi la mia famiglia, per dedicare tempo al calcio ho spesso trascurato loro ma non me lo hanno mai fatto pesare …

Questo è stato il mio Carnico e lo sarà sempre anche nel nuovo ruolo.

Grazie per l’attenzione

 


14 commenti a “VINCENZO RADINA, IL FUTURO, RICORDANDO IL PASSATO …”

  1. Bruno Tavosanis ha scritto:

    Quando si parla di giocatori che hanno fatto la storia del Campionato Carnico, un posticino Vincenzo Radina se lo merita di sicuro.
    Le sue potentissime punizioni erano da calciatore di categoria molto superiore, tanto che sul Gazzettino lo definii Radinamite.
    Un ragazzo, poi un uomo, che ci ha sempre messo cuore, impegno e serietà. E pazienza se ogni tanto sclerava 🙂
    In bocca al lupo per la tua nuova avventura, Vince. E ogni tanto in allenamento metti alla prova i portieri con le tue bombe!

  2. Toto de Negri ha scritto:

    Sono d’accordo sul valore assoluto di Radina, meritava altra sorte, giocatore vero, ragazzo splendido. Ho avuto modo di apprezzarlo in varie circostanze,anche negli amatori FIGC con il Carosello di Udine, una vera icona! Ma non ho capito cosa farà’ in futuro…

  3. Toto de Negri ha scritto:

    Chiedo…scusa,ho riletto l’articolo ed ho preso visione del futuro di Radina..in bocca al lupo,ragazzo!!!

  4. Alberto Petris ha scritto:

    Scusa, ma nemmeno una parola sui 15 anni passati al Carosello? Sul tuo nuovo ruolo di esterno sinistro? Sul fatto che alla tua età non ti fanno più tirare nemmeno le punizioni? Grande Vince, un patrimonio del carnico. Mi scende la lacrimuccia a pensare a quanti tunnel mi sono preso da te! Un abbraccio e a prestissimo…

  5. Massimo Gressani ha scritto:

    Maledetto amico Vincenzo..
    Maledetto perché di gol me ne ha fatti, la rovesciata che racconti l’hai segnata a me. AMICO perché abbiamo passato anche tre anni insieme con grandi sfide a calcio tennis (mi hai fatto migliorare il gioco con i piedi). C è tanto da dire di te ma penso che basti dire che sei stato un grande numero 10.In bocca al lupo Mister. Ciao CARO

  6. SERINI G. P. ha scritto:

    Vincenzo in questa tua bella lettera,si nota tutta la grande passione che ai del calcio. Al calcio carnico tanto ai dato tanto ai ricevuto.Rimangono i ricordi,adesso comincia il difficile BUON LAVORO MISTER ….mandi

  7. Mitia ha scritto:

    Vincent sei un grande in campo e al chiosco(senza offesa) come allenatore se trasmetterai la tua passione sarai il top e non ho dubbi

  8. Michele Puppis ha scritto:

    Che dire ….. Non so se essere felice nel vederti nel ruolo di mister ( magari un giorno allenerai mio figlio) o essere amareggiato nel sapere che smetterai di giocare ….. di una cosa però sono certo : ho avuto l’onore di giocare con uno dei più forti calciatori degli ultimi 20 anni di carnico.
    Grazie di tutto Vince.

  9. Daniele Candido ha scritto:

    Sicuramente una lettera non basta x raccontare la tua splendida carriera calcistica. Felice ed orgoglioso di averti avuto come compagno di squadra…ma vorrei sottolineare le tue qualità umane ed i sani principi, trasmessi da una famiglia importante è sempre a te vicina. Il carnico perde un ottimo calciatore, ma trova un allenatore che sicuramente farà bene andando a trasmettere ciò che fino ad ora a saputo raccogliere. Vince, un grande in bocca al lupo ed ogni bene. Un abbraccio

  10. Mario Crea ha scritto:

    Grande Vince. Ti ho conosciuto e seguito negli anni al Campa e alla Folgore e in questi ultimi anni ci siamo trovati nei campi delle giovanili. Abbiamo scambiato quattro chiacchiere e pensieri sulle nuove leve del calcio carnico e sulle problematiche della loro preparazione e educazione. Sono sicuro che riuscirai a mettere in pratica quei pensieri e se trasmetterai ai tuoi anche solo una piccola parte della tua grinta, volontà, impegno e passione (la classe purtroppo è difficile da trasmettere) avrai delle grandi soddisfazioni.
    Però ci mancheranno le tue punizioni…
    A presto

  11. Rino ha scritto:

    Come dice Puppis :

    che dire … in campo un rompiballe , fuori campo un amico , l’augurio sincero per la nuova avventura .

  12. roberto copetti ha scritto:

    caro vincenzo mi ricordo quando ti ho allenato a venzone sono sicuro sarai un ottimo allenatore in bocca al lupo roberto copetti

  13. Daniele ha scritto:

    Lascio il mio ricordo del Vince: era il mio primo anno in Prima Squadra nel Real: io un ragazzino, lui uno dei più esperti e uno dei leader della squadra.
    Nel torello pre-allenamento e nelle partitelle si divertiva come un matto a farmi tunnel, io mi arrabbiavo e spesso pensavo “Guarda questo C…..one che si diverte a prendermi in giro”. E invece lui era il primo che all’inizio di ogni partita e alla fine mi incoraggiava, mi elogiava o mi spiegava con calma dove potevo migliorare. Una persona, oltre che un calciatore, davvero speciale.
    Forse non è il giocatore più forte con cui abbia giocato, ma è sicuramente il più carismatico. Un giorno, chissà, mi farebbe piacere essere allenato da te.

  14. Lorenzo Calligaris ha scritto:

    Finalmente la smetti di trascinarti per il campo…come farai a far correre gli altri adesso???.
    Solo uno scherzo ad un amico…e un gran ricordo degli anni trascorsi assieme, soprattutto a Ovaro. Punzioni come le tue le ho viste calciare a pochi altri!

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