di Massimo Di Centa - giovedì 9 agosto 2018 [Coppa Carnia]

Che serata! Adesso ammettiamolo, dai, quanti di noi avrebbero scommesso un euro sulla vittoria dell’Ovarese? Una squadra con la rosa ridotta all’osso che va a giocarsi la finale in casa di una squadra in forma, forte e in ripresa dopo qualche stento iniziale. Al massimo, in sede, di pronostico, ci si poteva appellare all’imprevedibilità del calcio, al fatto che comunque un pallone che rotola non può avere le certezze di una scienza esatta. E invece è successo quello che, forse, credevano possibile solo ad Ovaro. Alla fine la Coppa l’ha alzata al cielo Flavio Fruch: sono stati ancora una volta i minuti finali a decretare il trionfo dell’Ovarese: in semifinale era stato un gol di Devis Gortan a trascinare ai rigori i suoi compagni ad una passo dall’eliminazione. A Cavazzo ci ha pensato Josef Gloder a portare tutti sul dischetto, ad affidare ad undici metri di zolle un verdetto che sembrava già definitivo. Ecco, la vittoria dell’Ovarese è una di quelle  che resterà nella storia. E’ la vittoria di un manipolo di uomini coraggiosi cui la sorte ha dato una mano, perché, come si dice, la fortuna aiuta gli audaci. Il Cavazzo si lecca le ferite: quelle vere dello sopracciglio incrinato di Matteo Cappellaro e il naso in frantumi di Edi Mainardis, ma anche quelle dell’anima, perché perdere la finale in casa (e da strafavoriti …) è atroce, veramente atroce. Alla fine insomma, fanno festa quelli della val di Gorto ed è giusto, perché il calcio premia chi vince, non sempre chi merita. L’uno due a inizio ripresa sembrava una sentenza ed invece l’altro uno due, quello dei minuti finali, l’ha ribaltata. Alla fine fanno festa quelli della val di Gorto e la festa è di tutti, perché quella Coppa ad Ovaro è di tutti, ma davvero di tutti. E’ di Sandro Berorchia, che l’aveva vinta da giocatore, ma questa ha detto che gli piace molto di più. Sandro è di Ovaro e in questi giorni, prima e dopo la gara, lo ha sottolineato più volte, quasi a voler affermare con forza l’appartenenza alle sue radici. E’ la coppa di Alessandro Bortoluz, che la vince per la prima volta. E’ la Coppa di Thomas Borta, ginocchia ballerine ma grinta e temperamento da gladiatore. E’ la Coppa di Antonio Gloder, che percorre la fascia tra avanzate e rientri in copertura.  E’ la Coppa di Mattia Primus, anni in panchina e ora lì a presidiare la sua zona di difesa con l’umiltà delle persone che hanno voglia di affermarsi. E’ la Coppa  di Denis Not, uno di quei giocatori che magari noti poco, ma se ogni allenatore che ha avoto lo ha schierato titolare un motivo ci sarà …  E’ la Coppa di Marco Felice, magari non brillantissimo nella serata finale ma sempre pronto ad accendersi. E’ la Coppa di Flavio Fruch (la terza …) capitano coraggioso che ha spronato i suoi nel momento più difficile. E’ la Coppa di Davis Gortan, uno che quest’anno doveva giocare solo a tennis (con quel nome …) ed invece è lì, con la maglia biancazzurra sopra un cuore che trasuda generosità ed attaccamento. E’ la coppa di Josef Gloder che al 95’ infila la porta di Chiandetti ed apre quella con vista alla stanza dei sogni. E’ la Coppa di Luca Nodale: uno spettacolo di sacrificio, presenza tattica e ancora fiato da vendere e muscoli da spremere. E’ la Coppa di Federico De Antoni, l’uomo dei rigori decisivi, tornato ad Ovaro dopo l’anno di esilio a Sutrio. Non l’avevano presa bene ad Ovaro, ma ora ha saputo riconquistare il suo paese. E poi è la Coppa di tutti quelli che si ritagliano piccoli spazi ma guai se non ci fossero (come ha tenuto a ricordare Beorchia a fine partita). Luca Cencig, per esempio, tanti malanni quest’anno. Diego Fruch, che quando è entrato ha tentato due tiri da lontano per dare la scossa ai suoi compagni. Matteo Agostinis, che ha seguito la finale dalla panchina con lo spirito giusto di chi da molto tempo fa il numero 12. Nicola Triscoli, uno che il campo lo vede poco, ma se serve c’è. Mattia Rovis, un altro lungodegente che però si ricomincia almeno a vedere in panchina. Erik Matiz, giovane prospetto. Claudio Petris, anche lui non fortunatissimo quest’anno. Rudi Coradazzi che ha addosso purtroppo tutte le fasce di questo mondo meno che quella da capitano, con la quale aveva alzato l’ultima Coppa dell’Ovarese qualche anno fa … E poi Manuel Gonano. La sua storia, negli ultimi anni, ha avuto momenti tristi e difficili: ferite nel corpo e nell’anima, ma lui non si è perso: ha lottato, pianto, stretto i denti, trovando dentro di sé la forza per uscire da tutto ed entrare dritto dritto nella storia di questa finale. Stavolta insomma il destino gli ha fatto un assist e lui da bomber di razza l’ha sfruttato alla grande. Ecco, se mai può esistere un gol “giusto”, beh è proprio quello di Manuel! Un pensiero, però va anche a quelli che non scendono in campo e allora prendiamo a simbolo due personaggi: Renzo Timeus, a fine partita stravolto dalle emozioni, lui che le partite le giocava da grande attaccante e ora le vive con lo stesso spirito ma in pantaloni lunghi e camicia bianca di lino. E poi il presidente: era commosso, il buon Rinaldo Beorchia. Lo scatto che ha fatto alla fine per andare ad abbracciare i suoi ragazzi sembrava quello di Antonio Gloder sulla fascia. Era felice per l’ennesima vittoria in Coppa Carnia. Del resto, per lui, nella vita professionale e in quella sportiva, le … coppe sono una costante! Ancora un ricordo, l’ultimo: la gente di Ovaro, tanta, che era venuta con poche speranze ed invece alla fine ha esultato liberando quella sorte di complesso di inferiorità represso fino a quando Federico De Antoni ha stappato la festa!


8 commenti a “OVARESE, LA COPPA DI TUTTI”

  1. Monica Fiorencis ha scritto:

    A Ovaro tutti ci speravano, ma sapevano anche che sarebbe stata un’impresa ardua battere una squadra come il Cavazzo (che ha tanti giocatori forti e.. si vede)..
    Però onore all’Ovarese che ce l’ha fatta a sbaragliare il nemico in casa sua, onore alla squadra che ha combattuto fino alla fine e ci ha fatto quasi venire un infarto sugli spalti.. tutti bravissimi, dal primo all’ultimo. Onore a Sandro Beorchia che ha voluto fortemente che prima della partita fossero presenti anche i non convocati, per coinvolgerli e dare forza alla squadra titolare.. e infine un pensiero all’onnipresente Luigi “Vigji” Erman, che ha fatto dell’Ovarese la sua vita e che a fine partita aveva gli occhi lucidi per la commozione! Grazie ragazzi.. una coppa vinta col cuore e una maglia cucita addosso, come se fosse una seconda (o addirittura prima) pelle! SEMPRE FORZA OVARESE!!!

  2. Davide ha scritto:

    Voglio fare i complimenti all’allenatore dell’ovarese ché a mio parere ha saputo fare squadra e nonostante una rosa non certo ampia ha ottenuto un risultato storico bravo Sandro!!!!!

  3. Sandro beoechia ha scritto:

    Ci tengo a precisare che tutte le belle parole e i complimenti che ho ricevuto li condivido con Silvano Agostinis. E’ anche grazie al suo prezioso ed insostituibile aiuto che abbiamo conquistato questo ambito trofeo. Sandro Beorchia

  4. David Casanova ha scritto:

    La vittoria dell’ Ovarese, è uno spot per il calcio, sport che regala emozioni uniche, e per questo il più seguito al mondo.
    Un gran complimento ai ragazzi e un sonoro applauso a chi lavora dietro le quinte, colonne delle società.
    Un bravo anche a Massimo Di Centa per questo articolo pregievole

  5. roberto gonano ha scritto:

    Un enorme ringraziamento all’articolo di Massimo Di Centa.

  6. Desio Melchior ha scritto:

    Desidero fare i complimenti a tutto l’Ovarese in particolar modo al difensore Thomas Borta….1 anno che non giocava…..con un ginocchio seriamente infortunato e vistosamente fasciato durante la partita, a mio avviso uno dei migliori in per campo per la sua squadra!!!

  7. Andrea ha scritto:

    ……ed è la coppa di luigi buttazzoni… Ragazzo onnipresente ormai da anni a far parte dell ovarese dando l’ anima a farsi trovar pronto per qualunque neccesita. Sicuramente ha preso esempio sia dal babbo che dal nonno… Colonne del ovarese del passato.. Complimenti a massimo di centa per l’ articolo e naturalmente all ovarese per la vittoria.

  8. William ha scritto:

    Ovarese sempre e comunque “gladiatori”…..cit Wallace ….grandiiiiii!!!!!!

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