Beorchia: «Giocare o no è un problema di coscienza»

di MASSIMO DI CENTA

Si rimpiccioliscono sempre di più gli spiragli che lasciano intravedere la possibilità di giocare il Carnico 2020. Diciamo che gli ambienti sportivi dell’Alto Friuli attendono solo l’ufficialità da parte degli organi federali, che decreteranno l’annullamento del torneo, lasciando qualche flebile speranza per una formula ridotta.
Dopo aver sentito il presidente del Real Mauro Cacitti, abbiamo avvicinato R
inaldo Beorchia, massimo dirigente dell’ Ovarese, al quale chiediamo senza tanti preamboli la sua posizione.

Presidente, si prenderebbe la responsabilità di far giocare la sua squadra?
«E’ una domanda molto difficile – ammette –, anche perché ci troviamo di fronte ad una situazione talmente anomala e senza precedenti che non si può neanche far ricorso ad esperienze passate. Se ci fossero le condizioni necessarie, rispettate al 100%, e venisse garantita la salute di tutti, la risposta è affermativa. Ma siccome mi pare che siamo ancora abbastanza lontani da questo allora dico no».

Anche perché, come presidente, avrebbe la responsabilità piena delle sue scelte.
«Proprio per questo e posso assicurare che è prima di tutto un problema di coscienza. Le conseguenze penali vengono dopo. Non si può affrontare una stagione senza una certezza sanitaria, non me la sentirei, per i ragazzi, per tecnici e dirigenti e poi anche per il pubblico. Il calcio, pur con le sue tensioni, la competitività resta pur sempre un gioco, un divertimento».

Oltretutto i costi per garantire la sicurezza assumerebbero aspetti non gestibili, è d’accordo?
«Credo che andremmo incontro a una specie di gestione privata dell’assistenza sanitaria e da noi penso che nessuno se lo potrebbe permettere»

Resta la delusione che prova qualsiasi persona che ama lo sport, non è vero?
«Assolutamente sì. Questa per me era una stagione importante: dopo qualche problema in società, sono stato felicissimo di poter ancora essere il presidente dell’Ovarese ed assieme ai miei collaboratori avevamo allestito una buona squadra, che secondo me ci avrebbe dato grandi soddisfazioni. Peccato, speriamo di poter superare questo momento e ripartire in tutti i settori».

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