Troppo Ravascletto per un’Ancora che pare rassegnata al proprio destino

RAVASCLETTO-ANCORA 6-0

GOL: pt 5′ Vidali, 17′ Candido; st 17′ Vidali, 27′ Merluzzi, 35′ e 44′ Di Centa.
RAVASCLETTO: Filaferro, Alessandro Marsilio, Agarinis (35’ st Mannino), Candido, Achille De Crignis, Righini (36’ st Christian Marsilio), D’Andrea, Gabriele Straulino (28’ st Andrea Straulino), Vidali (35’ st De Infanti), Stefano Marsilio (13’ st Di Centa), Merluzzi. A disposizione: Loreti, Cumin, Turetta, Durigon. All. Thomas Cocchetto (squalificato), in panchina Ivan De Crignis.
ANCORA: Gregoratto, Gorenszach (24’ st Filippo Martin), Cimador, Ariis, Matiz, Collinassi (13’ st Bearzi), Polonia (1’ st Alex Capellari), Simionato (38’ st Nardon), Giacomuzzi (18’ st Hoxhallari), Gianluca Romano, Arreghini (38’ st Giorgis). A disposizione: Bearzi, Nicola Capellari. All. Franco Romano.
Arbitro: Scalettaris di Udine.
Note: ammonito Ariis. Angoli 7 a 1 per il Ravascletto. Recupero 2’ + 0’.

di MASSIMO DI CENTA

RAVASCLETTO Non c’ è stata partita e basta leggere il risultato finale per rendersene conto. Da una parte una squadra (il Ravascletto) che gioca bene, è in fiducia e ottiene praticamente il massimo da ogni singolo giocatore. Dell’altra c’è un’ Ancora che aldilà delle deficienze dell’organico e di assenza importanti (senza D’Ampolo davanti è dura, durissima) sembra già rassegnata al proprio destino con una retrocessione che è davvero dietro l’angolo, soprattutto poi se, come oggi, si regala il primo gol agli avversari dopo 5’. Una volta ottenuto il sollecito vantaggio, la squadra di casa gioca sul velluto e gioca, come detto, davvero bene, sfruttando l’ampiezza del campo, le rotazioni dei proprio uomini sul terreno di gioco, le sovrapposizioni e le coperture. Insomma, l’Ancora magari non sarà un test attendibile in questo momento, ma l’identità tattica che permette al “Rava” di giocare a memoria è un dato di fatto che va oltre la consistenza dell’avversario. Ci sono argomenti validi, insomma, da mettere sul tavolo per la lotta salvezza
.
Come si diceva, il gol del vantaggio per l’undici della Val Calda arriva dopo 5’ ed è una gentile concessione della difesa ospite che spalanca una voragine davanti a Vidali e figuriamoci se il bomber di Seconda si fa pregare per metter dentro il suo gol numero 15 in campionato. La formazione di Prato Carnico non prova nemmeno a reagire, tant’è che Filaferro alla fine del primo tempo ha i guanti pulitissimi. La formazione di casa non si affanna, come se sapesse che tanto prima o poi il gol arriva: e il gol, infatti, arriva al 17’ ed è bello sia per come viene costruito che per come viene realizzato, con Candido che, dopo una bella triangolazione ai 20 metri con i suoi compagni, dal lato sinistro dell’area di rigore scocca il diagonale sul palo lontano che non lascia scampo a Gregoratto. Il resto della frazione fa registrare ancora qualche tentativo dei locali che però non si affannano più di tanto mentre gli ospiti davvero non tirano mai in porta e quando provano a ripartire sbagliano troppo.

La ripresa si apre con un tentativo in diagonale d Merluzzi col portiere avversario bravo a sventare di piede. Subito dopo l’Ancora avrebbe un’occasione colossale con Alex Capellari che solo davanti alla porta calcia sciaguratamente fuori l’occasione che poteva magari riaprire la partita. Il Ravascletto allora, memore di quanto successo all’andata quando si fece rimontare dal 2 a 0 vincendo poi solo nel finale, prova a stringere i tempi con Righini che da azione d’angolo calcia al volo da fuori area, trovando la brillante risposta di Gregoratto. C’è poi un altro tentativo di Alex Capellari che spara alto dal limite dopo essersi liberato di un avversario con un bel dribbling. Il secondo campanello d’allarme sprona i biancoverdi che calano il tris al 17’: lancio dalle retrovie, Di Centa salta alto e prolunga di testa il pallone oltre i difensori per Vidali che giustizia Gregoratto in uscita per il suo sedicesimo gol. Ora sì che il match è chiuso ma arriveranno altre tre reti: la prima, al 27’ è di Merluzzi che dal lato destro dell’area disegna una parabola che va a spegnersi nell’angolo alto opposto (un gol simile gli era già riuscito a Moggio).

L’ex Arta poi, a fine partita, ammetterà che voleva crossare ma la giocata con la quale si era liberto è comunque da sottolineare. Al 35’ ecco il quinto gol: lancio da dietro per Di Centa che poco dopo la metà campo, in posizione centrale, va via di potenza ad Ariis, resiste al tentativo di strattonata del difensore e infila Gregoratto in uscita. A un minuto dal 90’ ancora Di Centa (sesto gol di fila nelle ultime quattro partite) che cattura un rinvio sbilenco di Gregoratto per infilarlo in diagonale. È l’ultima nota di cronaca perché Scalettaris fischia la fine senza concedere il recupero: giustamente, visto il punteggio, e anche per guadagnare il riposo un pochino prima, considerati i sette giorni da stakanovista che lo hanno visto dirigere domenica scorsa ad Alesso, mercoledì a Paluzza, ieri ad Ovaro ed oggi qui.

(foto di Alberto Cella)