IL CAVAZZO SA SOLO VINCERE

CERCIVENTO – CAVAZZO 0-3


GOL:
pt 20′ Guenzi; st 23′ Nait, 45′ Dionisio.
CERCIVENTO:
Filaferro, Francesco Nodale, Dylan De Toni (33’st Coloni), Del Fabro, Moro, Mazzolini, Filippo Nodale, De Conti, Kevin De Toni, Simone Moser (17′ st Crosilla), Cavallero (1’st Tessitori). All. Francesco Moser.
CAVAZZO:
Dominici, Lestuzzi, Mainardis (21’st Coradazzi), Guenzi, Cescutti, Canci (30′ st Marco De Barba), Burba (35′ st Sgobino), Sferragatta (1’st Nait), Dionisio, Andrea De Barba (35′ st Marini), Marcon. All. Mario Chiementin.
ARBITRO: 
Vriz di Tolmezzo (Miu-Pecile).
NOTE: nessun ammonito.

di MASSIMO DI CENTA

E’ un Cavazzo insaziabile quello che, vincendo a Cercivento il ritorno della semifinale di Coppa, arriva alla sedicesima vittoria consecutiva tra Coppa e campionato. Senza contare che su 20 partite ufficiali in questa stagione ha ottenuto 19 vittorie. Sasa Ranic, che si era già costruito una carriera di rilievo, rischia di finire di diritto anche nella storia del Carnico: è lui infatti che al 20’ del primo tempo di Cavazzo – Trasaghis ha decretato fin qui l’unica sconfitta dei viola. La formazione di Chiementin, insomma, potrebbe fare incetta di record, anche se la stagione è ancora lunga e nel calcio tutto può ribaltarsi da un momento all’altro.

Raccontare una partita che all’andata è finita 8 a 1 non è esercizio cronistico  semplice e per questo ci siamo dilungati su record e numeri. La partita del “Morassi” è stata poco più che una sgambata di allenamento per entrambe le squadre, che l’hanno comunque onorata in tema di impegno, senza esasperare i toni agonistici e cercando di non farsi male. Giusto così. Si inizia sotto una pioggia battente ma nonostante questo c’è un buon numero di spettatori rispetto alla portata dell’evento. I fumogeni accesi per celebrare il gemellaggio tra Cercivento e Sclapeciocs (una delle squadre con discreta tradizione nel panorama del calcio amatoriale in Carnia) accolgono l’ingresso in campo delle due squadre. Le formazioni concedono qualcosa al turn over, ma nemmeno più di tanto: il Cercivento perché la rosa non ricchissima e ancor più ridotta per qualche infortunio non consente a Moser di sbizzarrirsi. Dall’altra parte, Chiementin vuole preservare i diffidati, ha qualcuno in ferie e Danna che pare essersi chiamato fuori per le troppe panchine. Quando gli chiediamo della sua assenza risponde con un diplomatico “scelta tecnica” che tradotto significa “scelta non del tecnico, ma mia”, almeno questo lascia intendere il suo ermetismo …

Le prime fasi sono improntate al “non facciamoci male” e la cosa appare sacrosanta, viste anche le condizioni ambientali. Al primo affondo serio, però, il Cavazzo va in gol: è il 20’, quando Burba calcia in diagonale con Filaferro bravissimo a ribattergli la conclusione, con la palla che però arriva giusta sui piedi di Guenzi che ribatte in porta. Strano il destino di Guenzi: non gioca moltissimo, ma quando Chiementin gli dà una maglia da titolare dimostra di saperci fare. Era successo, sempre in Coppa a Ravascletto (dove era stato il migliore dei suoi) e risuccede anche a Cercivento dove è ancora il migliore dei suoi, impreziosendo la sua prestazione con un gol. Se vogliamo, anche questi sono segni del destino.

Il vantaggio non cambia nulla nella storia del match e del suo esito ampiamente scontato ma allarma i ragazzi di Moser: due volte le due squadre si sono incontrate e il Cavazzo ha vinto una volta in campionato per 7 a 1 , la seconda in Coppa 8 a 1. “Vuoi vedere che ci asfaltano anche stasera?” avranno pensato i cirubits. E invece il primo tempo che si conclude “solo” 1 a 0 è già una piccola rassicurazione. La ripresa si apre col palo di Nait che si gira bene e coglie la base del palo opposto, con la sfera che percorre tutta la linea di porta per tornare verso l’altro montante. Tra azioni più scolastiche che convinte si arriva al 23’ , quando Nait è bravo a sfruttare uno strafalcione della difesa locale per infilare Filaferro. Il Cercivento però dà segni di vita: Filippo Nodale va via sulla sinistra e cerca (mancandolo mica di tanto) il palo opposto con una giocata davvero interessante. Poi è Tessitori a sfiorare il sette alla destra di Dominici con un fendente dal limite ed infine Crosilla con un pallonetto manca di poco il gol della bandiera, che sarebbe stato un giusto premio.

Poco prima del tiro di Crosilla, però, Dionisio aveva siglto il 3 a 0 per i suoi, con la giocata più bella della serata: Agnul è bravo a mettere giù, sul terreno inzuppato, un pallone che gli arriva a mezza altezza per poi scaraventarlo in porta col marchio del DNA dei bomber di razza. Un gollone, insomma! La sarabanda dei cambi aveva portato all’esordio assoluto nel Cavazzo di Mauro Marini, 16 anni compiuti a giugno: giusto in tempo per giocare in prima squadra senza deroghe.

 

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