De Conti: «Il Comeglians una scelta di cuore»

Prende il via oggi il nostro viaggio alla scoperta delle 39 squadre partecipanti al Carnico 2020 attraverso le parole degli allenatori

di MASSIMO DI CENTA

Non poteva cominciare che da Comeglians la carriera di allenatore di Giuliano De Conti. Dopo averne vestito la maglia per oltre un decennio, De Conti ha accettato la proposta della società di guidare la squadra, una scelta coraggiosa, visto lo scorso campionato.
«Una scelta che diventa una sfida, ma mi riempie di orgoglio – risponde il neo tecnico -. Ho passato anni bellissimi con la maglia biancorossa, in un ambiente che mi ha sempre apprezzato e rispettato. Mi sembrava il minimo ricambiare tanta stima e tanto affetto in un momento di difficoltà. È stata soprattutto una scelta di cuore».

Non crediamo sia tanto difficile migliorare il punteggio della scorsa stagione: un punto in tutto il campionato…
«In effetti basta una vittoria o due pareggi per fare meglio, ma il punto non è questo. In accordo con la società, lo scopo principale è quello di portare avanti un progetto anche a lungo termine che possa dare frutti concreti: lavorare con i giovani e cercare di conseguire qualche successo che ridia entusiasmo e senso di appartenenza».

La riconferma del presidente Alberto Raber ed il prezioso supporto di dirigenti storici come Pietro Vesnaver e Stefano De Antoni potranno essere fattori importanti?
«Fondamentali, direi, visto che sono profondamente attaccati al Comeglians, anche come espressione del paese. Il fatto che la società si sia data molto da fare sul mercato è un indizio importante in tal senso».

A proposito, quali sono i nomi nuovi?
«Tutti giovani, alcuni di buona prospettiva: dall’Ovarese sono arrivati Gabriele Giacomuzzi e Loris Gardellicchio, dall’Arta Davide Papadia. Con qualche anno in più ed in attesa di rilancio arrivano anche Jacopo Crosilla e Martin Cattarinussi, dopo l’esperienza a Cercivento. Interessanti anche Gabriele Pomarè dal San Pietro e Thierry Peresson dall’Illegiana. E infine Daniele Piller, che oltre a difendere la nostra porta si è già calato perfettamente nel ruolo di direttore sportivo».

Hai già qualche idea sul modulo che adotterai?
«Abbiamo fatto pochi allenamenti finora e quindi devo vedere bene le caratteristiche dei miei giocatori. Potrebbe essere un 4-4-2- o un 4-5-1-. Vorrei una squadra compatta, che sappia sfruttare la velocità degli esterni che ho a disposizione. Punterò molto sulla meritocrazia, tenendo in grande considerazione chi dimostrerà attaccamento e disponibilità».

Uno degli aspetti più difficili da affrontare sarà quello di dover farti rispettare da quelli che fino a pochi mesi fa erano tuoi compagni.
«Tra persone intelligenti non ci dovrebbero essere problemi. Bisogna che tutti capiscano il rispetto dei ruoli e che alla fine quello che conta è il bene della squadra».

Quali caratteristiche di Giuliano De Conti calciatore vorresti infondere ai tuoi ragazzi?
«L’attaccamento ai colori, la grinta e la voglia di non mollare mai. Tutto il resto si costruisce».

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