Romanin: «Molto difficile giocare quest’anno»

di MASSIMO DI CENTA

Sarà ancora Maurizio Romanin a guidare l’Ardita nella prossima stagione, quella che avrebbe dovuto iniziare domani  e invece…
«E invece credo che sarà molto, ma molto difficile giocare quest’anno e per un semplice motivo – afferma “Micio” – : o tutto d’un tratto la situazione si sblocca e il virus miracolosamente fa marcia indietro, cosa molto improbabile, oppure mi chiedo come faranno le società del Carnico e dilettantistiche in generale a rispettare i protocolli medici una volta ricevuto l’ok per ripartire con tutte le precauzioni ed accortezze che verranno imposte dal Governo. Mi pare evidente che nessuna squadra sarà attrezzata. Di conseguenza non mi sento di fare proposte che sarebbero praticamente pura fantasia».

Proviamo a pensare che, come hai detto tu, il virus scompaia. L’Ardita si presenterà al via con diversi volti nuovi, giusto?
«Avremo gente nuova a darci una mano: sono arrivati Riccardo Bassanello dall’Ovarese, Mirko Cimador dall’Ancora, Fabio De Franceschi dal Comeglians, Mattia Pallober da fine prestito al Sappada, Mattia Pochero, sempre dal Sappada, e Besim Metaj, che è rientrato a Forni Avoltri dall’estero».

Come pensi di schierare in campo la tua squadra?
«Credo che tutti gli allenatori basino il loro modulo di gioco sulla rosa che hanno a disposizione ed io non faccio certo eccezione. Ho usato il 4-4-2 per l’equilibrio che offre, il 4-1-4-1, il 3-5-2 e  il  4-3-3. In alcune partite in cui dovevamo recuperare il risultato ho provato  anche il 2-4-4. Ricordo al corso allenatori, il maestro Maurizio Seno che ci chiedeva provocatoriamente se avessimo avuto in rosa tre o quattro attaccanti fortissimi con quale modulo avremmo giocato, per dire che in certe situazioni è lo schema che si deve adattare alle caratteristiche dei giocatori che si hanno a disposizione».

La società ti ha indicato degli obiettivi?
«Gli obiettivi sono quelli di creare un gruppo di lavoro coeso e motivato, di preparare una stagione con grande attenzione a tutti gli aspetti, fisico, tecnico, tattico e psicologico. Insomma un grande lavoro, impegnativo ma anche stimolante direi. Quest’anno ci eravamo organizzati molto bene con un programma che doveva partire il 7 marzo e con 4 amichevoli già fissate per tutti i sabati di aprile, poi quello che è successo lo sappiamo tutti, purtroppo».

Scommettiamo che alla prima partita ti girerai verso la tribuna per cercare un volto che purtroppo non potrai trovare?
«Eh sì, sarà proprio così  e sarà un momento molto triste. La scomparsa di mio padre Gianpaolo, da sempre una guida per me, nello sport ma soprattutto nella vita, mi ha lasciato dentro un grande vuoto. Mi mancheranno le sue critiche a fin di bene, i suoi consigli, le sue battute, così come mancheranno a tutto l’ambiente, un ambiente al quale ha dedicato molta parte della sua vita».

Le altre interviste con gli allenatori:

20) Gilberto Buzzi – Mobilieri
19) Remo Bergagnin – San Pietro
18) Silvano Agostinis – Ancora
17) Giacomino Radina – Cedarchis
16) Davide Pelli – Folgore
15) Maurizio Talotti – Illegiana 
14) Renzo Piller – Sappada
13) Francesco Marini – Real
12) Marco Fabris – Pontebbana
11) Claudio Fortunato – Val Resia 
10) Francesco Moser – Timaucleulis
9) Mario Chiementin – Cavazzo
8) Andrea De Franceschi – Ravascletto
7) Massimo Marangoni – Campagnola
6) Maurizio Colosetti – Verzegnis
5) Sandro Beorchia – Ovarese
4) Cristian Gobbi – Arta Terme
3) Adriano Ortobelli – Villa
2) Franco Romano – Lauco
1) Giuliano De Conti – Comeglians

 

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